|
|
 |
 |
 |
ULTIMA NEWS
ORGOGLIO
ASD MARANO EQUO!
Tra le mura del Nicola Brizi l'Asd Marano Equo sconfigge per 2-1- la
Libertas Portonaccio.
Primo tempo sotto tono per i ragazzi dell'Asd Marano Equo, passaggi
sbagliati e poca concentrazione, fino a quando gli ospiti si portano in
vantaggio. Dopo il goal l'Asd Marano Equo cerca con tutti gli sforzi di
pareggiare subito il conto delle reti senza ruscirci. Nell'intervallo solita
giusta strigliata del Mister De Menech. Iniziato il secondo tempo si vede
subito che è un altro Marano Equo, si gioca dentro la porta della Libertas
Portonaccio. Arriva il pareggio su una bella punizione di Tomassi, poi gran
numero di Ficoccilli che serve davanti la porta Proietti Rossi siglando il
2-1. Nel secondo tempo è uscito fuori l'Orgoglio, la voglia di Vincere, e i
ragazzi si sono ricordati di essere l'"ASD MARANO EQUO". Prossimo
appuntamento, domenica prossima fuori casa contro Castel Madama. VI ASPETTIAMO!!
Marano Equo
Marano Equo, comune appartenente alla provincia di Roma e distante dalla Capitale 61 km, si estende su una superficie di circa 7,7 chilometri quadrati. La densità abitativa è pari a 99,74 abitanti per chilometro quadrato; gli abitanti di Marano Equo, che prendono il nome di Maranesi, sono poco meno di 800.
Il territorio di Marano Equo, che rappresenta uno dei meno estesi fra i comuni della provincia di Roma, sorge a 450 metri sopra il livello del mare. Il paese, situato sulla Via Sublacense e adagiato lungo il fianco sinistro della valle dell'Aniene, fu fondato molto probabilmente dagli Equi.
Marano Equo confina con i comuni di: Anticoli Corrado, Agosta, Arsoli, Roviano, Cervara di Roma e Rocca Canterano.
Tra gli edifici religiosi presenti sul territorio di Marano Equo ricordiamo la Chiesa di San Biagio e il Santuario della Madonna della Quercia.
Secondo alcuni studiosi il nome Marano deriverebbe da un fundus Marianus (ovvero appartenente alla gens romana Marius); altri invece collegano il toponimo alla parola “marana”, termine con il quale i Romani indicavano i corsi d'acqua, di cui il territorio è ricco.
Il termine “Equo” venne invece aggiunto più di recente, nel 1872, per distinguere Marano dai paesi omonimi presenti sul territorio italiano.
Storia di Marano Equo
Marano
Equo ha alle spalle una lunga serie di conflitti con la Lega Latina, successivamente ai quali la zona fu conquistata dai Romani ed assegnata ai comandanti militari (facenti parte solitamente di famiglie patrizie), come risarcimento delle spese finanziarie sostenute durante la guerra. Come era loro usanza, i Romani fecero nel territorio conquistato di
Marano Equo alcune opere pubbliche, una delle quali fu il prolungamento della Via Tiburtina - che prima si fermava a Tivoli - fin oltre il Lago Fucino. In questo modo nacque la Via Tiburtina Valeria, che prese il nome dal Console Marco Valerio Massimo, fautore principale dell'opera. La nuova arteria permise ai Romani di sfruttare l'acqua presente in abbondanza nella zona. Sfortunatamente, dopo la caduta dell’Impero Romano, gli acquedotti – peraltro ormai già vetusti - non resistettero alle invasioni barbariche e alla loro furia distruttrice.
Nell’XI secolo Marano Equo divenne feudo della famiglia Crescenzi e, successivamente, passò all’abate di Subiaco Giovanni, che lo amministrò in modo saggio. È in tale periodo che viene ad inquadrarsi l’incastellamento di
Marano Equo (di proprietà dell'Abbazia di Subiaco già nel IX sec.). In seguito, nel XIII secolo, il Castello di Marano divenne possesso dei vescovi di Tivoli, e da questi fu riscattato nel XIV secolo, per mano dell'abate Bartolomeo.
Nell’anno 1456 papa Callisto III istituì nell'Abbazia di Subiaco un’importante figura ecclesiastica, quella dell'abate commendatario. Questo personaggio veniva scelto fra i cardinali ed esercitava, sul vasto territorio controllato dal Monastero sublacense, un potere temporale simile a quello di un signore feudale e un potere spirituale simile a quello di un vescovo. Nella seconda metà del XV secolo - periodo durante il quale fu abate commendatario il cardinale Rodrigo Borgia - il Castello di
Marano Equo passò sotto il dominio di questa famiglia e dei suoi successori, che lo amministrarono fino al 1753, quando tutti i possedimenti dello Stato Pontificio passarono sotto l'amministrazione diretta del Buon Governo. Tra il 1492 e il 1653 il Castello appartenne ai Colonna, ai Caffarelli Borghese e ai Barberini. Nell’infausto anno 1656 un’epidemia di peste decimò gli abitanti del territorio, fino a ridurli all’esiguo numero di cinquecento. A questo flagello si aggiunse poi una serie di calamità naturali che colpirono
Marano Equo nel XVIII secolo e che incisero profondamente sul suo tessuto urbano e sociale; fra queste, ricordiamo un terremoto nel 1704 e due inondazioni del fiume (nel 1740 e nel 1779) che provocarono morti e, in seguito alla distruzione dei raccolti, anche terribili carestie.
Altro su Marano Equo
A Marano Equo erano particolarmente fiorenti la coltivazione e la lavorazione della canapa; basti pensare che nel 1850 erano attivi nel paese ben 400 telai. L’attività, tuttavia, è stata in seguito progressivamente abbandonata.
Ancora molto praticata nella zona è invece la produzione agricola (a conduzione prevalentemente familiare), che comprende la coltivazione di ortaggi, cereali, olive e legumi (ricordiamo in particolare la produzione di fagioli, ai quali è anche dedicata una sagra).
|
 |

MARANO
EQUO 2004
STADIO
"NICOLA BRIZI"
|
|
IL FORUM DELL' ASD MARANO EQUO
IL CALENDARIO DEL GIRONE F
INFORMAZIONI CAMPI SPORTIVI

LINK
Bianconiglio Web Directory
|